Felicità inutile

“Luca,abbassi per favore???” A volume improponibile guardava quei video che tanto lo affascinavano. L’11 settembre è una bufala, la massoneria governa il mondo ed Amy Winehouse è stata uccisa dagli Illuminati. Di questo viveva Luca.”Non ti sento”, rispondeva a sua sorella. E continuava.

La sua famiglia era preoccupata ma non troppo. Oh, era adulto, del suo tempo libero disponeva in autonomia. Cioè, poteva fare quel cazzo che gli pareva.

Un pomeriggio qualunque, seduto alla sua scrivania piena di fogli stracciati e scarabocchiati, guardava un video girato in una fabbrica americana, dove sembrava si producessero microchip, quelli che prima o poi, lui lo sapeva, tutti avremmo dovuto per forza farci impiantare sotto pelle, per poter essere controllati completamente dai poteri forti.

Era talmente preso che non sentì il portone di casa cadere giù, non sentì le urla di sua madre che gridava aiuto, il rumore dei piatti a terra. Ma quando lo presero in tre alle spalle e gli misero in bocca uno straccio e lo portarono via si sentì onnipotente.

Si ritrovò immerso in un liquido che non conosceva, ancora vivo, vedeva attorno a sé soltanto immagini sfocate, di persone che lo guardavano morire ridendo. Lo avevano avvisato, gli avevano detto che connettersi a certi siti era pericoloso. Ai complotti ci credeva, ma chissà perché in qualche modo era certo che nessuno gli avrebbe mai fatto del male.

Mentre spariva nell’acido era contento. Aveva ragione. Non era un complottista. Fanculo a tutti. Aveva capito che il marcio esisteva davvero.

La sua fine di merda ne era la dimostrazione.