Tramontana

Oggi è stato il primo giorno di freddo vero. Tramontana. Aspettare l’autobus all’ombra, alle 8 del mattino, non è stato gradevole. Ma mi sono riscaldata osservando ciò che mi circondava. Chi, mi circondava.

Vedere tutti quei ragazzi che vanno all’università e pensare banalmente a quanti sogni possano avere, alle loro aspirazioni, al loro futuro. Ho sorriso guardando un ragazzo e una ragazza che si tenevano per mano. Pensavo, non sapete quante volte ancora vi innamorerete. Quante persone diverse vi saranno accanto. Adesso sembra tutto “per sempre”. Ma siete così tanto giovani…

Una ragazza ha attirato la mia attenzione. Avrà avuto 20 anni e ovviamente neanche l’ombra di una ruga. Una pelle liscia e soda, capelli sicuramente non tinti. Ho pensato, ma anch’io ero così? No, credo di aver avuto sempre le rughe e sempre i capelli bianchi. Solo che da giovane non ci facevo caso. Non vedevo nulla se non la mia freschezza. Chissà se quella ragazza pensa mai al fatto che quel volto perfetto non sarà così ancora per molto?

Una volta scesa, alla fermata del tram, una donna anziana, cappotto rosso e stivaletti, mi è passata accanto e mi ha strattonata per farsi strada. Lievemente, nulla per cui arrabbiarsi. Si agitava un po’ e parlava da sola. Ecco, ho pensato che a una “certa età” credi di doverti imporre sugli altri con più decisione, anche fisica, perché sei vecchio e ti è dovuto. Oppure perché sei debole e gli altri devono accettare il tuo fare invadente, che è soltanto una forma di difesa. Ho pensato che quando sarò così vecchia parlerò da sola, strattonerò, borbotterò contro i giovani e la società che non riconoscerò più.

Un pensiero triste. Quindi ho deciso di godermi i miei trentaquattro anni, di godermi il sole e l’amore, finché posso riconoscerne l’importanza.

E non si deve essere né troppo giovani né troppo vecchi, per poterlo fare.