Non sei mai solo

Oggi, per la prima volta non mi sono sentita diversa dagli altri, o almeno non da tutti.

Treno. Una coppia abbastanza giovane parlava della figlia e delle difficoltà nell’organizzazione quotidiana, soprattutto perché nessuno dei due guidava. Ho sicuramente assunto un’espressione sorpresa. Non è che si conoscano tutti i giorni persone che, come te, non guidano. Ovviamente, rispetto a me i ragazzi avevano delle attenuanti. Lei era Ecuadoriana e a casa sua la patente ce l’aveva, ma in Italia era carta straccia. Lui guidava la moto, ma dopo un incidente non l’aveva presa più e per la patente B stava provando a fare delle guide, senza troppo rendimento. Lei lo confortava dicendogli che sapeva guidare, ma secondo me lo faceva per evitare di doverlo fare lei. Sempre più stupita, annuivo compiaciuta e soltanto il sonno di quel mattino mi impediva di intromettermi nel discorso, tanta era la voglia di dire “Anch’io,anch’io! Sono come voi!”.

Ma non credetti alle mie orecchie quando la signora accanto al ragazzo disse “Io non ho mai più guidato, dopo che quello scemo di mio marito mi ha massacrata di parolacce e bestemmie per una manovra azzardata”. Lei aveva paura. Paura, proprio come me! Per la prima volta sentivo dire quella parola! Perché oggi sono tutti ottimi guidatori, eccelsi cuochi, grandi fotografi e sentir riconoscere da qualcuno un proprio limite a me ormai sembra roba rara, davvero.

Mi stavo commuovendo.

Il simpatico raduno di sfigati chiuse le danze con un’affermazione memorabile. Lui, incrociando le mani sulle gambe, guardando in basso, ad un tratto alza la testa e sentenzia: “Io vi dico solo una cosa:aspetto con ansia il giorno in cui tutte le macchine spariranno per sempre”.

La giornata non poteva iniziare in modo migliore. Tutto era più chiaro e limpido.

Io non ero sola. E non era un caso che mi fossi seduta lì. Proprio lì.