Earring and socks

Dimentico sempre qualcosa.

Parole, fatti, spesso oggetti.

Ho poca memoria e lo sai.

Quell’orecchino e quel brutto paio di calzini li lasciai da te quando

tra noi sembrava essere nato un sentimento

che ho poi capito essere nato solo per me.

Non l’ho fatto di proposito.

Non l’ho fatto per avere un pretesto per tornare da te.

Per me potevi gettarli via anche subito.

Ma è passato del tempo e non mi va più di chiederli indietro.

Di calzini e orecchini ne ho tantissimi.

Li lascio a te, insieme alle mie dediche sui libri che ti ho regalato,

con piacere e qualche segreta speranza che non posso negare.

Li lascio a te perché se te li chiedessi sarebbe come chiederti indietro

il pezzo di cuore che ti ho dato.

Ma no, tieni pure quello, non mi serve più.

È tuo.

Di pezzi di cuore ne ho ancora tantissimi.

Incongruenze

Tanto quel vestito l’aveva già visto più volte. Anzi, lei si vergognava di sembrare una che si mette sempre le stesse cose. Così per tutto il giorno non si era fatta vedere. Perché lui aveva detto che occhio non vede…

Ma per lei era il contrario. Il non vederlo la faceva star male. Non meglio. Mai.

Ogni giorno,Elena si diceva che tutto quel dolore non serviva a niente. Che la loro storia non avrebbe portato a nulla. Che non c’era futuro, perciò era inutile violentare il presente.

Allora pensava di riuscire ad ignorarlo, pur vedendolo cinque giorni su sette. Voleva tentare di far scemare tutto così, senza dire o fare nulla, come tante altre volte le era accaduto in passato. Sapete, quei finti amori adolescenziali che quando ci ripensi da grande non ti ricordi perché, quando né come siano finiti. Ecco, questo stava cercando di mettere in atto.

Le dava forza il fatto che lui non l’avrebbe più cercata, se non l’avesse fatto lei. Era abbastanza maturo da capire che non ne valesse la pena. Lui l’accusava spesso di egoismo, lei di mancanza di vero desiderio nei suoi confronti. Aveva cercato sempre uno scampolo di tempo, spazio e vita solo per loro due, ma a lui niente andava bene, ed Elena non sempre capiva il perché. Credeva che lui pensasse che se non potevano aversi completamente…era meglio non aversi per niente. E a lei non piaceva baciarlo distrattamente nei luoghi meno sicuri. A lui invece piaceva eccome.

Per questo, e per altri mille fottuti motivi, bisognava mettere un punto. Senza andare accapo.

Tenersi per loro questa passione inesprimibile, quest’attrazione forte, quest’incontenibile voglia di spogliarsi, fuori e dentro.

Rimase per sempre, in lei, quella serie di puntini di sospensione, che accompagnarono la sua vita, unendo indissolubilmente realtà e fantasia.